Vogliamo segnalare questa bella iniziativa svoltasi a Trento la primavera scorsa (2003).
Il teatro musicale Ë senzíaltro tra le forme dellíessere musica pi? complete ed affascinanti: si suona, si canta, si recita e ci sono le scene e i costumi per soddisfare i sensi dellíimmagine.
Comunicazione a 360 gradi, orecchie, occhi e mente impegnati in una prospettiva multimediale, líopera va riscoperta quale territorio ideale per sperimentare intenzioni educative non settoriali ma finalizzate alla comprensione di un fare artistico senza steccati. Operazione quindi in prima istanza didattica, il lavoro dedicato questíanno al mozartiano ìIl flauto magicoî (dopo líesperienza dellíAida dellíanno scorso) ha impegnato la scuola musicale dei Minipolifonici di Trento per il secondo quadrimestre del corrente hanno scolastico. Una scelta motivata intanto dalla universale recepibilit‡ del titolo mozartiano, comprensibile quanto fiaba musicale sin dalla tenera infanzia, autentica eterna sfida, nel segno della complessit‡ simbolica, per una maturit‡ che non arriver‡ mai a comprendere sino in fondo il segreto. E, per gli aspetti sociologici, con un messaggio positivo, fiducioso nellíuomo e nellíutopia di una societ‡ civile fondata sulla giustizia, sulla virt?, sullíamore. Naturalmente líallestimento Ë una riduzione dellíoriginale, adeguato alle risorse umane per altro frizzanti di giovani energie e di risultati sicuri.
Scuola ìI Minipolifoniciî
p.zza Garzetti, 24 ñ Trento
tel. 0461/239500
e-mail: minitna@tin.it
Recensione
Da ìTrentinoî 26 maggio 2003
"Magico Flauto al Teatro Sociale"
Successo per il Mozart dei Minipolifonici
"TRENTO. C'Ë stata bella musica, ieri sera al Teatro Sociale, nel saggio dei Minipolifonici, la conferma di come questa scuola musicale mantenga un imprinting tutto suo, fatto di accuratezza, (la musica non puÚ essere abbracciata per buonismo) ma al tempo stesso di felicit‡ nell'esprimersi. Proprio come per Tamino e Pappageno, nel Flauto Magico di Mozart, quando attraverso i suoni si liberano da paure e ingiustizie, e riportano sul mondo la luce."
"I Minipolifonici hanno messo in scena il Flauto Magico, ma anche qualcosa di pi?: perchÈ la proposta musicale ha mostrato la determinazione della scuola di portare avanti non solo corsi, ma anche progetti, ha mostrato la capacit‡ di farlo, ma soprattutto la gioia di realizzarlo: questo Ë stato il saggio pi? importante. Non si riesce a tenere 160 ragazzi e ragazze del coro sul palcoscenico per un'ora e mezzo e per due rappresentazioni nelle stessa serata, se non si Ë trasmessa loro una motivazione. Di musica, ma soprattutto di amicizia."
"Bravissime le voci del coro (preparate da Annalia Nardelli e Gaia Zeni, sincronizzate all'orchestra con tempismi che avrebbero suscitato l'invidia di molte orchestre affermate), bravi i solisti (quel flautino traverso nei passaggi chiave!), i fiati di Michele Cont in una suite sui temi del Flauto Magico e le chitarre di Andrea Gasperi anchíesse in una suite sui temi del Flauto Magico. Sarebbe far torto alla coralit‡ complessiva citare i singoli, ma certo il duetto finale fra Papageno e Papagena, accompagnato dal coro, ha trascinato gli applausi. L'orchestra degli allievi s'Ë dimostrata matura per nuove prove, col suo suono cosÏ giovanile, limpido, pulito da riuscire a tratti a commuovere. E' stato molto bravo il Maestro e direttore Stefano Chicco nell'interpretarlo, e nel realizzarlo. Chi riteneva che un saggio sul Flauto Magico fosse troppo ambizioso ha dovuto ricredersi: la regia di Ugo Slomp ha trovato la misura giusta fra evocazioni di atmosfere (i grandi quadri luminosi) e concretezza del suono mozartiano."
Va senza dire che il Sociale era affollato in ogni ordine di posti, fin sui loggioni, sia nella rappresentazione delle 18, che in quella delle 21.

